Malattie della tiroide - L'ipertiroidismo

Prof. Massimino D'Armiento

Specialista in Endocrinologia e in Medicina Interna
Professore Ordinario di Endocrinologia f.r.
Sapienza Università di Roma

L'ipertiroidismo

Per ipertiroidismo si intende la sindrome clinica dovuta all’aumentato livello di ormoni tiroidei (T3 e T4) circolanti. La causa più frequente è la esaltata funzione della tiroide (malattia di Basedow o di Graves). Può essere causata anche da alcune tiroiditi o dall’assunzione di amiodarone, un potente farmaco antiaritmico utilizzato in cardiologia o dalla eccessiva ingestione di ormoni tiroidei o all’applicazione cutanea di creme, pomate contenenti elevate quantità di ormoni tiroidei. Raramente può essere causato da malattie (adenomi) ipofisari.

L’ipertiroidismo predilige il sesso femminile ed è più frequente nell’età adulta e nell’anziano.

La sintomatologia dell’ipertiroidismo è dovuta all’accelerazione del metabolismo ed è caratterizzata da nervosismo, agitazione, insonnia, facile stancabilità, tremore degli arti, sudorazione, perdita di peso, alvo frequente. Il battito cardiaco è accelerato, la pressione massima è aumentata, quella minima è diminuita, i cicli mestruali si diradano e la fertilità può essere compromessa. Nella malattia di Basedow può comparire una sintomatologia oculare con retrazione della palpebra superiore, lacrimazione, fotofobia che nei casi più gravi si aggrava con la protrusione dei bulbi oculari (esoftalmo) ed alterazioni della motilità oculare.

La diagnosi di ipertiroidismo è basata sull’esame clinico, su quello ecografico, sulla scintigrafia tiroidea e sulla documentazione di elevati livelli di ormoni tiroidei (T3 e T4) nel sangue e di bassi livelli di TSH, tranne il caso di adenomi ipofisari in cui è elevato. Nella malattia di Basedow, che è di origine autoimmune, sono presenti gli anticorpi antirecettore del TSH ed in molti casi anche gli anticorpi anti-TG e anti-TPO.

La cura dell’ipertiroidismo si avvale di farmaci antitiroidei (metimazolo, propiltiuracile) o di terapia radiometabolica con 131I. Raramente è indicata la tiroidectomia. Importante è l’astensione dal fumo e un corretto stile di vita.

Prof. Massimino D’Armiento
Ordinario di Endocrinologia f.r.
Università “La Sapienza” Roma